Come scegliere i serramenti più adatti alla nostra casa

Come scegliere i serramenti più adatti alla nostra casa

I serramenti sono gli elementi mobili applicati agli elementi rigidi saldati ai muri delle abitazioni, cioè gli infissi.

 

Scegliere i più adatti per la nostra casa può essere un po’ complicato perché ci sono diversi aspetti da considerare: vediamoli in dettaglio.

Durevolezza – la casa è al mare o in zone particolarmente umide? Alcuni materiali resistono meglio di altri all’azione degli eventi atmosferici e della salsedine, e non necessitano di manutenzione.

Isolamento acustico – la casa si trova in una zona trafficata o vicino la ferrovia? Lo stress che deriva da disturbi acustici può incidere negativamente sulla qualità della nostra vita e sulla salute.

Isolamento termico – oltre al comfort derivante dai serramenti isolanti e all’eliminazione di muffe e condense, pensiamo anche all’energia risparmiata in condizionatori e riscaldamento: le bollette saranno meno care.

Sicurezza – la casa è in una zona isolata? Alcuni serramenti possono essere dotati di dispositivi antiscasso, particolarmente utili al piano terra.

Ventilazione – la possibilità di aprire parzialmente i serramenti può fare la differenza, pensiamo ad esempio alle aperture a vasistas.

Illuminazione – zona giorno e zona notte hanno sicuramente esigenze diverse e occorre prestare attenzione per non compromettere la qualità del riposo e delle attività quotidiane, come leggere e studiare.

Estetica – il design dei materiali ha un peso importante nella scelta dei serramenti, che diventano veri e propri oggetti d’arredo

Prezzo – ultimo ma non per importanza è l’aspetto economico, di certo un compromesso ragionevole è costituito da un alto rapporto qualità/prezzo.

 

Passiamo adesso in rassegna le diverse tipologie di serramento, a seconda del materiale con cui sono fatti.

 

I serramenti in legno garantiscono un ottimo isolamento termico e acustico, però hanno bisogno di manutenzione costante e quindi di un investimento a lungo termine in tempo e denaro, anche se vengono installati già ricoperti di una particolare verniciatura in grado di resistere alle intemperie. Si possono applicare laccature colorate coprenti oppure trasparenti e a poro aperto, per mantenere ed esaltare l’aspetto naturale. I serramenti in legno sono gradevoli e versatili e si adattano praticamente a ogni stile abitativo. La qualità e la finitura del legno incidono, oltre che sull’estetica finale del prodotto, ovviamente anche sul prezzo.

I serramenti in alluminio sono leggeri, robusti e resistenti, non hanno bisogno di manutenzione e si puliscono in modo molto semplice. Verniciati con particolari rifiniture diventano esteticamente simili al legno. Possono essere di due tipi: a taglio freddo o a taglio termico. Nel primo caso l’alluminio è presente sia internamente che esternamente e crea un ponte che non favorisce l’isolamento termico. Nel secondo caso, invece, sono dotati di spessi materiali isolanti in poliammide, di camere d’aria o di listelli che bloccano la conduzione ed evitano quindi gli scambi di freddo o calore. Lo svantaggio dei serramenti in alluminio è che hanno un costo elevato.

 

I serramenti in pvc presentano elevatissime prestazioni di resistenza alle intemperie e hanno una resa estetica ottimale. Nascono lisci e bianchi ma, con speciali lavorazioni, arrivano a riprodurre fedelmente il legno in tutte le sue venature. La conducibilità termica è molto bassa e l’isolamento dal gelo, dalla neve, dall’acqua e dal vento è praticamente totale. Non temono la salsedine e non hanno bisogno di nessuna manutenzione, basta una semplice pulizia periodica. Il rapporto qualità/prezzo è molto alto e l’apertura a vasistas viene generalmente fornita di serie

 

In tutti i casi, i vetri a vetrocamera garantiscono sempre un ottimo isolamento acustico e termico. Questo tipo di lavorazione prevede che i vetri, strutturati su un telaio in alluminio, siano contrapposti in modo da creare una camera stagna isolante da rumori e variazioni termiche.

 

È sempre bene, comunque, affidarsi a professionisti del settore che si occuperanno di una posa in opera a regola d’arte, in grado di valorizzare al meglio le qualità di ogni serramento.

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Ristrutturare senza demolire, scopri come e quando

Hai voglia di rinnovare la tua casa ma l’idea di demolire muri o piastrelle non ti piace o ti stressa? Sappi che non sempre è necessario rompere le strutture preesistenti quando si tratta di ristrutturare: spesso, infatti, si ottengono eccellenti risultati anche con metodi poco invasivi e diversi dal solito che ti faranno risparmiare tempo e denaro.

 

PAVIMENTO

Puoi evitare lo smantellamento delle piastrelle rivestendo il pavimento con sottili lastre di gres porcellanato o laminato, dallo spessore di 3 o 5 cm e rinforzate da una stuoia in fibra di vetro. Le lastre sono leggere, facili da trasportare e da posare. Lo spessore così piccolo, inoltre, ti consente di non rifinire la parte bassa delle porte.
Un’altra soluzione per rinnovare il pavimento è la fibra di resina, che viene colata e stesa velocemente; offre un piacevole effetto estetico perché rende gli ambienti luminosi e li fa sembrare più ampi. La resina garantisce un elevato livello di personalizzazione, grazie a tanti colori e finiture disponibili.

Rivestire il pavimento con il cemento è invece l’idea giusta se cerchi un elemento originale e dai toni neutri. Ha bisogno di pochissima manutenzione, è antiscivolo e praticamente non si macchia. Può essere applicato in orizzontale e in verticale, quindi anche su gradini e altri volumi, così da conferire all’ambiente una visione intera e priva di tagli.

Se vuoi regalare al tuo ambiente il calore del legno, invece, puoi posare sul vecchio rivestimento dei listoni di parquet prefinito, usando la tecnica dell’incastro a secco. Ti basterà applicare prima di tutto un isolante tipo nylon, polietilene espanso o guaina e procedere poi agganciando le tavole maschio/femmina. In caso di errore, non preoccuparti: puoi staccare i pezzi velocemente e senza danni perché non è previsto l’uso di colla. Il parquet prefinito ha un’ottima resistenza all’usura e una volta applicato è subito calpestabile.

 

PARETI

Per ristrutturare le pareti senza calcinacci e polvere, puoi scegliere di applicare boiserie semplici da installare e ad alta personalizzazione in termini di altezza, stile e materiale. Ai classici rivestimenti in legno si affiancano infatti leggeri pannelli in gesso o polistirolo. In alcuni casi, la boiserie diventa vero e proprio complemento d’arredo: testiera della struttura letto, bordo d’appoggio per cornici e piccoli oggetti e schienale per panche a muro sono solo alcuni esempi di risultati ottenibili con i rivestimenti a parete. Le boiserie ti permettono di ristrutturare qualsiasi stanza senza stravolgerla e allo stesso tempo di conferirle il tuo tocco unico e originale. Puoi usarle anche sugli armadi a muro, sulle porte e in abbinamento a carta da parati, per un effetto eclettico e raffinato.

 

BAGNO

In bagno puoi cambiare il colore delle vecchie piastrelle in modo semplice, basta passare due mani di una formulazione composta da resina epossidica e pigmento, per poi rifinire con un sigillante opaco, satinato, lucido o a specchio.

Puoi anche rivestire le mattonelle con pannelli in pietra naturale ultrasottile. Prima di applicarli assicurati di pulire e asciugare bene le vecchie piastrelle e controlla che la superficie di appoggio sia perfettamente piana per permettere al nuovo rivestimento una perfetta aderenza.

I sanitari possono essere rinnovati applicando una resina bianca o neutra. Nel primo caso si avrà un rafforzamento del bianco, nell’altro invece i servizi igienici riacquisteranno luminosità. Il trattamento può essere fatto su acciaio, ceramica, vetro e inox.
Se non è possibile recuperare i sanitari, puoi semplicemente sostituirli assicurandoti, però, che i nuovi abbiano almeno lo stesso ingombro dei vecchi, per evitare che sul pavimento si vedano i segni della posa precedente.

Molto facile è anche la sola sostituzione della rubinetteria che, a fronte di un impegno minimo, apporta senza dubbio una ventata di stile e novità.

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Come scegliere il pavimento giusto per ogni ambiente

Quando devi scegliere il pavimento per la tua casa ti trovi di fronte a varie opzioni, non solo stilistiche ma anche funzionali; gli ambienti domestici presentano infatti specifiche caratteristiche e i rivestimenti hanno l’importante compito di soddisfare al meglio ogni esigenza.

 

CUCINA

E’ lo spazio più vissuto, dove il rivestimento subisce graffi, versamenti di materie grasse e frequenti pulizie. Il grès porcellanato va bene in luoghi sottoposti a stress: resiste alle abrasioni, dura tanto, è impermeabile e si pulisce facilmente. Smaltato o verniciato, grazie all’aggiunta di pigmenti colorati è possibile scegliere la tonalità più adatta. Anche il linoleum e il pvc sono materiali che puoi usare per il pavimento di una cucina: il primo è spesso preferito al secondo perché di origine naturale. Entrambi sono igienici, facili da pulire e con le stesse caratteristiche: resistenza all’usura, isolamento acustico e impermeabilità. Un altro tipo di rivestimento che puoi usare è il cemento spatolato; fino a qualche anno fa era usato solo esternamente ma le sue innumerevoli caratteristiche (posatura facile, economicità, durevolezza, impermeabilità, manutenzione semplice, gradevolezza estetica) lo rendono idoneo anche agli interni. Considera, infine, il laminato: un rivestimento piuttosto economico, igienico, antistatico e resistente alle abrasioni che può assumere l’aspetto di vari materiali, come pietra o legno.

 

BAGNO

Il bagno è il luogo del benessere per eccellenza e il pavimento va scelto cercando di creare un ambiente armonico e in sintonia con il resto della casa. E’ facile che l’ambiente sia spesso umido quindi ti consigliamo di valutare anche rivestimenti antiscivolo, soprattutto in presenza di bambini. Se la stanza da bagno è di piccole dimensioni, puoi optare per piastrelle grandi e chiare, che donano ampiezza e luminosità: un pavimento in grès porcellanato, ad esempio, può fare al caso tuo se cerchi ampie possibilità di stile e colore. Un pavimento in ceramica invece è la scelta giusta se vuoi seguire il tuo particolare gusto estetico; le piastrelle possono essere smaltate o meno, di varie dimensioni e dalle decorazioni più disparate; ben si prestano a creare uno stile molto personale.

 

CAMERA

La camera da letto è lo spazio più intimo di una casa e il pavimento giusto è quello che si intona con l’arredamento e contribuisce a creare un’atmosfera piacevole e accogliente. Il parquet evoca calore e relax e si adatta a più stili; puoi scegliere la dimensione dei listoni, il tipo di posa e la finitura, lucida od opaca. Anche per la camera il grès porcellanato rientra tra le possibilità di scelta e offre, come sempre, un elevato livello di personalizzazione e di praticità. Se per esempio ami la pietra, puoi affidarti al grès e optare per piastrelle a effetto pietra. Se invece vuoi usare materie naturali, un pavimento in vera pietra può fare al caso tuo: puoi affidarti al porfido, alla quarzite o al granito se ami uno stile rustico, al marmo per un aspetto più elegante.

 

ZONA GIORNO

La zona giorno è il biglietto da visita della tua casa e merita un pavimento che parli di te in modo raffinato e piacevolmente elegante. Anche in questo ambiente il grès porcellanato la fa da padrone perché, qualunque sia il tuo stile e il tuo arredamento, grazie alla sua versatilità sarà sempre in grado di soddisfare ogni esigenza estetica e funzionale. Numerose sono infatti le possibilità di creare un pavimento personalizzato, anche grazie alla possibilità di applicare inserti che lo rendono unico e inimitabile. Se invece cerchi effetti e materie naturali, via libera a rivestimenti in legno o pietra. Il vantaggio di questi due elementi risiede nella capacità che hanno di creare un legame tra la tua casa e l’ambiente esterno, oltre a costituire una soluzione green ed ecosostenibile.

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Ristrutturare casa, ecco da dove iniziare

Rinnovare i locali della tua abitazione è un’attività che può regalarti molte soddisfazioni: migliori l’ambiente in cui vivi, scopri soluzioni funzionali alle tue esigenze giornaliere e ti ritrovi ad abitare in un luogo nuovo, senza dover cambiare casa.

Ti può anche capitare di voler acquistare un immobile da ristrutturare: in questo caso hai la fantastica possibilità di personalizzare secondo i tuoi gusti una struttura già esistente.

 

La prima domanda che devi porti davanti alla possibilità di ristrutturare la tua casa è: di cosa ho bisogno? Pensa ai tuoi reali bisogni e immagina di vivere già in un ambiente adatto a soddisfarli. Prendi carta e penna oppure usa il pc (un semplice programma di scrittura o excel andranno benissimo) e inizia a compilare la lista delle modifiche che vuoi apportare al tuo appartamento o fabbricato.

 

Ti consigliamo di suddividere i futuri lavori di manutenzione della casa in 3 aree:

 

  1. interventi ordinari
  2. interventi straordinari
  3. interventi di ristrutturazione radicale

 

La tua area di intervento rientrerà nel primo caso se devi sostituire o riparare elementi già esistenti, siano essi all’interno o all’esterno del fabbricato, come murature, serramenti, cancelli, tetto, grondaie, grate per finestre. E’ importante sottolineare che lavori di questo tipo non modificano né l’aspetto esterno né l’ingombro dell’edificio o dell’appartamento. Fanno parte di questo tipo di lavori anche la tinteggiatura delle pareti e la posa di un nuovo pavimento.

 

Si tratterà invece di interventi straordinari se il tuo obiettivo è rinnovare o sostituire gli elementi della struttura della costruzione, come i muri portanti. Questa tipologia di lavori non creerà nuovi locali e non cambierà la destinazione d’uso di quelli già presenti, ma ad esempio andrà a determinare effetti sugli impianti, sui servizi igienici o sull’organizzazione degli spazi.

 

La ristrutturazione sarà invece radicale quando andrai a operare sul fabbricato ampliandolo, aggiungendo nuovi locali e modificando l’uso o la dimensione dei vani esistenti.

 

A questo punto, una volta suddivisi i lavori in aree di intervento, è importante organizzare il da farsi definendo un budget e richiedendo i preventivi ai vari esperti di ogni settore: idraulico, muratore, pittore, elettricista, piastrellista, architetto. Puoi organizzare i lavori in “fondamentali” e “facoltativi”. A mano a mano che avrai i preventivi per ogni singolo lavoro, potrai confrontarli col budget e vedere, nero su bianco, se c’è possibilità di procedere anche per gli interventi opzionali. Puoi provare a contattare direttamente ogni singolo professionista oppure affidarti a un unico interlocutore, come un’impresa di ristrutturazioni edilizie, in grado di coordinare tutte le figure preposte a questo genere di lavori. E’ importante, infatti, poter contare su un team di esperti capace non solo di ascoltare il cliente, ma anche di comunicare l’un l’altro in maniera funzionale, per la buona riuscita del progetto finale. Una squadra affiatata, specializzata e organizzata è garanzia di un ritmo di lavoro sano e nel rispetto dei tempi concordati.

 

Un altro aspetto da prendere in considerazione è costituito dagli adempimenti burocratici che comporta la ristrutturazione di una casa. E’ fondamentale affidarsi a dei professionisti che siano in grado di seguire anche la parte legale relativa ai lavori in casa. Questo ti garantisce la tranquillità di essere ok con gli obblighi di legge e la sicurezza di un impegno a regola d’arte. Di conseguenza avrai anche più tempo e possibilità per dedicarti serenamente agli aspetti più “leggeri” della tua casa rinnovata, come ad esempio la scelta delle nuove decorazioni, dei tendaggi e dei complementi d’arredo (specchi, quadri, piante, …).

 

L’ultimo punto di cui vogliamo parlarti riguarda l’aspetto fiscale: molti dei lavori di ristrutturazione edilizia beneficiano di bonus e detrazioni; anche in questo caso facendoti seguire da un’impresa avrai un chiaro accesso a tutte le agevolazioni del caso.

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Burocrazia per le ristrutturazioni? No, Grazie

Finalmente è possibile svolgere alcuni dei tuoi lavori di ristrutturazione senza l’obbligo di presentare alcun tipo di documentazione o comunicazione al tuo comune di residenza.

Oggi, 22 Aprile 2018, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il primo elenco completo dei lavori di ristrutturazione, manutenzione, impiantistica che si possono effettuare in casa senza Cil, Cila, Scia o permesso di costruire.

Vengono messe in edilizia libera alcune opere di arredo da giardino come pergolati, ripostigli per attrezzi, muretti, fontane e gazebo.

Per l’interno degli appartamenti, la lista comprende alcune opere come tutta la manutenzione ordinaria, il rifacimento degli impianti, degli intonaci e degli infissi, l’installazione di inferriate, parapetti, ascensori e pannelli solari.

Nel link qui sotto puoi trovare il glossario nazionale con elencate le 58 tipologie di opere.

http://www.italiasemplice.gov.it/media/2528/glossario-edilizia-libera.pdf

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Quanto costa rifare un bagno

Sei hai la necessità di ristrutturare un bagno non preoccuparti, con il giusto affiancamento potrai farlo minimizzando tempi e costi.

Il bagno è una delle parti della casa più impegnative da ristrutturare ma affidandoti ai giusti esperti potrai trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze e che ti permetta ti ottenere i risultati desiderati.

Quando si pianifica la ristrutturazione di un bagno per prima cosa bisogna valutare lo stato degli impianti idrici, del sistema di scarico di acque chiare e acque nere, dei pavimenti, delle piastrelle e dei sanitari. Dopo aver valutato tutti questi aspetti e aver deciso quali attività è necessario effettuare, si può passare all’analisi dell’espetto estetico come il colore delle pareti ecc.

Solitamente quando si valuta la necessità di sostituire gli impianti si ha una ristrutturazione totale, altrimenti si parla di ristrutturazione parziale.

Infine per fare una valutazione accurata dei costi è necessario considerare anche altre variabili:

  • la scelta dei materiali e dei sanitari (pavimenti, vernice, tipo e fonte di riscaldamento);
  • il rivenditore da cui comprare i sanitari;
  • l’impresa che esegue i lavori (in questo caso consigliamo di dare il giusto peso ad ogni cosa, non soltanto all’aspetto economico, ma soprattutto al livello di professionalità);
  • il tipo di intervento sull’impianto idraulico e/o elettrico (tipi di tubazione, punti luce, punti per l’acqua e di scarico);
  • il costo della demolizione e dello smaltimento di tutti i rifiuti.

Considerati tutti questi aspetti è importante sottolineare che ogni progetto ha le proprie necessità e i relativi costi. Sulla base della nostra esperienza possiamo dirti che, comunque, bastano poche centinaia di € al m2 per avere un lavoro ben fatto.

Ricorda che per tutto l’anno 2018 potrai usufruire delle detrazioni fiscali IRPEF per tutti i tipi di ristrutturazione, inclusa quella del bagno. In questo modo si possono ottenere fino a 10mila euro di rimborso.

Ricorda che per la ristrutturazione del bagno è necessario fare una corretta valutazione iniziale proprio per non avere imprevisti durante i lavori, per questo motivo è importante affidarsi ad un esperto che si occupi di creare un prospetto dettagliato e completo di costi per ogni singola voce.

In generale prima di iniziare la ristrutturazione del tuo bagno è importante aver affrontato ognuno dei seguenti aspetti:

  • conoscere esattamente quali sono le parti da ristrutturare;
  • aver scelto l’azienda che dovrà svolgere il lavoro;
  • avere un progetto con i costi relativi ai singoli interventi;
  • aver definito un budget massimo di spesa, perché è importante nel momento in cui ci si appresta a scegliere i materiali e i sanitari.

Fissati tutti questi punti avrai la tranquillità di affrontare la ristrutturazione del tuo bagno nel modo più giusto e sicuro.

 

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Come scegliere un impianto di allarme sicuro e affidabile

L’impianto di allarme è una componente fondamentale di un sistema di sicurezza per la difesa della persona.
Quali sono gli aspetti da considerare nella scelta di un sistema di allarme?
Occorre analizzare ognuno dei seguenti aspetti:

  • ubicazione del fabbricato,
  • dimensioni della casa (o dell’ufficio),
  • numero di stanze,
  • esigenza o preferenza per sistemi cablati o wireless,
  • eventuale presenza di animali,
  • quantità di tempo in cui lo stabile rimane “disabitato”,
  • bisogno di installare spie antincendio o anti-allagamento.

I sistemi antifurto possono essere classificati in quattro tipologie: impianto cablato, senza fili, misto e integrato. Questi sistemi hanno lo stesso livello di sicurezza ma si distinguono per la modalità di installazione.

  • L’impianto cablato (o filare) viene installato su edifici in costruzione o ristrutturazione incassando i cavi nelle pareti. A tal proposito ti ricordiamo che con le detrazioni fiscali puoi risparmiare fino al 50% sulla ristrutturazione edilizia fino al 31 dicembre 2018.
  • L’impianto di allarme wireless (o a onde radio) viene alimentato con una batteria a lunga durata e le componenti del sistema comunicano tra loro grazie alle onde elettromagnetiche. Il costo di questo sistema è sicuramente inferiore, ma l’impianto è soggetto ad una manutenzione più frequente (il cambio della batteria ne è un esempio).
  • L’impianti misto si compone di parti collegate via cavo ed altre via etere. Si ricorre a questo tipo di antifurto soprattutto per integrare impianti preesistenti.
  • L’impianto integrato, invece, è quello più completo e sicuro, poiché combina insieme sistemi passivi e sistemi attivi. I primi non sono di sorveglianza diretta, ma costituiscono una barriera all’ingresso dell’abitazione; i sistemi attivi, invece, sono di azione diretta poiché individuano i movimenti del ladro prima ancora che entri in casa, grazie all’utilizzo di sensori (tra questi la videosorveglianza interna o esterna).

Oltre alla scelta dell’impianto in base all’installazione si può anche optare per una protezione perimetrale o volumetrica.

Quella perimetrale è installata su tutto il perimetro ed interessa le mura e i serramenti, quindi emana un segnale quando viene forzata o aperta una finestra o una porta.

L’antifurto volumetrico, invece, interessa l’interno della casa ed è in grado di rilevare la presenza del ladro. Quando si hanno animali domestici, è opportuno calibrare i sensori in base al loro peso e alla statura.

Come abbiamo visto esistono numerosi sistemi di allarme in grado di mettere in sicurezza gli edifici, per questo è importante affidarsi agli esperti per scegliere la tecnologia più adatta alle proprie esigenze.

 

Installazione di condizionatori, una buona scelta per tutte le abitazioni

Stai pensando all’acquisto di un condizionatore? Ecco per te alcuni suggerimenti utili.

Installare un condizionatore in casa ha moltissimi vantaggi ma prima di arrivare all’acquisto occorre valutare diversi aspetti e scegliere con consapevolezza

Il primo aspetto da esaminare riguarda le caratteristiche del condizionatore in relazione alle proprie necessità. Ad esempio valutare la possibilità di un condizionatore che non abbia solo la funzione refrigerante, bensì un modello con pompa di calore che sia in grado di riscaldare l’ambiente anche nelle stagioni più fredde.

Pensando invece all’aspetto economico si può scegliere tra condizionatori modello inverter e modello on-off. I primi sono leggermente più costosi, ma dotati di una sonda in grado di rilevare la temperatura esterna ed adeguare la propria potenza al raggiungimento dei gradi desiderati. I secondi, invece, si spengono quando viene raggiunta la temperatura impostata per poi riaccendersi in seguito ad una variazione della stessa, ciò naturalmente comporta un costa di acquisto minore ma consistenti incrementi del consumo di energia elettrica.

Infine occorre valutare bene tutte le problematiche riguardanti la fase di installazione e rivolgersi ad un installatore esperto e certificato che sia anche in grado di offrirti la sua consulenza nella scelta del condizionatore più adatto a te. L’installatore dovrà anche fornirti le certificazioni e i documenti indispensabili per poter usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge.

Con la consulenza di un esperto potrai inoltre valutare se avvalerti di un condizionatore fisso o portatile, un mono split o multi split. Altri aspetti importanti da considerare sono: il calcolo della potenza ideale rispetto al numero di stanze da climatizzare, dove installare l’unità interna ed eventualmente quella esterna ed infine come gestire i tubi di scarico (per alimentazione e condensa).

Ecco per te una lista di istruzioni per la corretta installazione di un condizionatore.

  • Non posizionare l’unità esterna in una zona troppo soleggiata per ridurre il consumo di corrente;
  • Non posizionare l’unità interna vicino ad altri elettrodomestici o fonti di calore che alterino le rilevazioni del termostato di cui essa dispone;
  • In fase di montaggio equipaggiare le staffe di supporto con smorzatori utili ad assorbire le vibrazioni e ridurre il rumore;
  • Utilizzare tubazioni adeguate (a norma di legge) per lo scarico della condensa, al fine di evitare perdite ed infiltrazioni nelle pareti;
  • Effettuare periodicamente tutte le operazioni di manutenzione ordinaria: pulizia interna ed esterna, sanificazione e controllo di eventuali rotture o perdite delle tubazioni.

 

Perché rifare un impianto elettrico troppo vecchio

Rifare un impianto elettrico è sicuramente il primo passo da compiere per la messa in sicurezza di un edificio.

Nel corso del tempo abbiamo assistito a cambiamenti stratosferici che hanno reso la nostra vita sempre più confortevole, grazie alle evoluzioni in campo tecnologico e alle numerose scoperte che si sono rivelate indispensabili in ogni settore.

Ciò è tanto più vero se prendiamo in esame il campo dell’elettricità, dove sono avvenuti cambiamenti importanti che hanno fatto acquisire maggiore consapevolezza sui molteplici rischi collegati all’utilizzo impianti elettrici troppo vecchi.

Fino agli inizi degli anni ‘60 gli elettricisti, non avendo la competenza e la consapevolezza odierna, realizzavano impianti che oggi farebbero paura anche ai meno esperti.

Non era raro, infatti, lasciare cavi scoperti, far capitare chiodi di ferro nelle immediate vicinanze di fili per nulla protetti e, più in generale, affrontare con molta leggerezza l’argomento “elettricità”.

Purtroppo sono stati proprio i primi incidenti domestici, quelli in cui avvenivano corti circuiti importanti, a suscitare l’interesse di tanti studiosi e palesare la necessità di migliorare i processi realizzativi.

La tecnologia moderna, con sistemi salvavita all’avanguardia, mette a nostra disposizione molteplici soluzioni e materiali per sostituire o, dove possibile, modificare un impianto elettrico non funzionante.

Da cosa si capisce che un impianto elettrico dà segni di cedimento?

I primi segnali sono i seguenti:

  • cali improvvisi di tensione,
  • il contatore che salta bruscamente,
  • quando si utilizza un elettrodomestico si avverte uno sgradevole odore di plastica bruciata,
  • comparsa di scintille durante l’uso di apparecchi elettronici.

Se hai deciso di acquistare una casa costruita da 20 o 30 anni e la vuoi ristrutturare, devi anche sapere che (tranne quando diversamente indicato) l’impianto elettrico di quell’abitazione ha quasi sempre la sua stessa “vecchiaia”.

In fase di ristrutturazione, quindi, occorre consultare un tecnico che effettui un sopralluogo e consigli la soluzione migliore per la messa a norma dell’edificio, che indichi dunque la strada seguire: ristrutturazione o rifacimento ex novo dell’impianto elettrico.

A partire dalla promulgazione della legge 46/90, si sono avute importanti innovazioni normative, tecniche e tecnologiche che, per fortuna, ci hanno permesso di vivere sempre più in sicurezza. Persino l’utilizzo di alcuni materiali è stato abolito e quello di altri incentivato. Al giorno d’oggi, quindi, siamo soltanto a noi a doverci impegnare e a dover fare le scelte giuste per rendere le nostre abitazioni sicure. Ovviamente per quanto concerne l’impianto elettrico conviene sempre affidarsi a mani esperte ed elettricisti qualificati; sono gli unici, infatti, in grado di rilasciare una certificazione (obbligatoria per legge) che dichiari la conformità con la norma vigente dell’impianto appena realizzato.

Da non dimenticare che il rifacimento di un impianto elettrico rientra nel novero delle agevolazioni fiscali previste per i lavori di ristrutturazione, così come disciplinato dalla legge.

La percentuale di agevolazione prevista per lavori di questo genere cambia da regione a regione, quindi è necessario recarsi presso gli uffici del proprio comune per chiedere informazioni in merito.

Per quanto possa sembrare una cosa difficile da programmare e gestire, in realtà rifare un vecchio impianto elettrico rispettando tutti i parametri di sicurezza della normativa CEI 64-8 è assolutamente possibile, soprattutto grazie all’aiuto di figure esperte che si occupano principalmente di:

  • fornire tutte le informazioni e documentazioni necessarie per la realizzazione del nuovo impianto;
  • creare un progetto ben strutturato in base alla planimetria dell’edificio;
  • installare l’impianto elettrico, collaudarlo e certificarlo. (Vogliamo ricordare ancora una volta che la certificazione è necessaria perché l’impianto sia considerato a norma e per poter usufruire delle detrazioni fiscali previste dalla legge).

Come rimuovere l’umidità dal garage. L’importanza del drenaggio.

L’umidità in garage, cantine e seminterrati è un fenomeno molto frequente, che provoca non pochi problemi alle finiture della casa e alla salute delle persone che vi abitano.

È pur vero che i locali seminterrati sono spesso dedicati al posteggio delle auto, adibiti a deposito, o a laboratori per il “fai da te” frequentati di rado, ma in ognuno di questi casi le conseguenze negative connesse alla presenza di umidità sono comunque considerevoli e non bisogna sottovalutarle.

Se il box auto è molto umido, la macchina probabilmente subirà dei danni: ruggine (dovuta principalmente alla condensa), problemi al motore, alla batteria ecc.

Se ad essere umida e piena di muffa è la cantina, c’è una buona probabilità che il cibo conservato in quell’ambiente si possa avariare.

Quando invece i locali seminterrati sono adibiti a laboratori, tavernette o, più in generale, sono abitabili, il problema diventa ancora più grave dato che a risentirne, oltre agli oggetti, sono anche le persone.

Perché l’umidità in garage si presenta così spesso?

Nei locali seminterrati:

  • il terreno, con la sua permeabilità, assorbe l’acqua piovana o sorgiva e la trasferisce alle mura esterne dell’edificio (e di conseguenza a quelle interne) e alle superfici con cui è a contatto;
  • l’assenza o la presenza limitata di finestre non favorisce una corretta ventilazione delle stanze e non permette alla luce del sole di penetrare nell’ambiente per riscaldarlo ed asciugarlo (ciò talvolta è dovuto anche all’ubicazione dell’edificio);
  • è possibile che ci siano problemi di tipo geologico, ovvero la presenza di falde o difetti tettonici nel sottosuolo;
  • i problemi tecnici, ovvero: errori di costruzione, utilizzo di intonaci o vernici non traspiranti, canali danneggiati, perdite di tubazioni all’interno della muratura, danneggiano il seminterrato e, tramite un processo di risalita, il resto dell’abitazione.

In alcuni di questi casi, si può intervenire con piccole accortezze quotidiane o provvedimenti fai da te semplici da applicare.

Molto spesso, però, bisogna operare sulla struttura della casa per eliminare definitivamente il problema, anche se i costi sono certamente più onerosi e i tempi più lunghi.

Nell’ipotesi di interventi strutturali, dunque, un buon sistema di drenaggio rappresenta la soluzione più efficace e definitiva per eliminare l’umidità in garage.

In cosa consiste il drenaggio

Il drenaggio consiste in un sistema di incanalamento delle acque presenti intorno (e sotto) l’edificio verso zone esterne, lontane. È buona prassi associare al drenaggio una corretta impermeabilizzazione ed aerazione delle fondamenta e dei muri perimetrali di un edificio.

Esistono diversi tipi di drenaggio, ma gli step da seguire per l’applicazione di ciascuno di essi sono più o meno i medesimi:

  • Per evitare il contatto, tra muro esterno e terreno deve essere posta una guaina di materiale refrattario ed idrorepellente (a volte le guaine possono essere persino due).
  • Tutto intorno occorre deporre ghiaia, o pietrisco, che lasci defluire l’acqua piovana dal centro della casa fino all’esterno, avendo l’accortezza di rispettare le pendenze giuste in fase di scavo.
    In casi più estremi è necessario realizzare dei muri di contenimento per il terreno, che allontanino definitivamente quest’ultimo dalle mura esterne della casa.
  • Nello strato di pietre vengono posti dei tubi (che pendono verso l’esterno) necessari a far drenare l’acqua piovana, allontanandola dall’abitazione e indirizzandola verso pozzette o spazi dedicati.
  • Sopra la ghiaia va applicato il cosiddetto tessuto non tessuto (TNT) che funge da filtro per terra e materiale organico, e impedisce agli stessi di intasare il drenaggio scivolando direttamente su di esso.
  • Qualora fosse necessario e possibile, va creata un’intercapedine vuota (più propriamente un vespaio aerato), rialzando il pavimento. Ciò è possibile tramite uno scavo esterno o intervenendo direttamente sul pavimento dall’interno.

Al di là dei processi realizzativi e degli aspetti strettamente tecnici, per valutare i quali è necessario rivolgersi a persone esperte e competenti, la cosa più importante è comprendere che l’umidità rappresenta un problema enorme per qualsiasi edificio. Proprio per questo motivo non deve essere sottovalutato o “nascosto” con soluzioni provvisorie, come le classiche contropareti in cartongesso, ma risolto alla radice.