Come e quando ristrutturare il tetto

La ristrutturazione del tetto di casa è uno di quei lavori troppo spesso sottovalutati e rimandati nel tempo perché non ritenuti prioritari. Probabilmente ciò avviene perché, a differenza delle stanze vissute quotidianamente, non si percepisce appieno l’importanza di avere una copertura solida e affidabile per la propria abitazione.

Eppure i problemi che possono derivare dalla cattiva manutenzione di un tetto vecchio e logoro, messo a dura prova dal passare degli anni e dall’azione incessante degli agenti atmosferici sono molteplici e spesso piuttosto gravi. Parliamo ad esempio di infiltrazioni, caduta di tegole, grondaie pericolanti, dispersioni termiche o addirittura problemi alla struttura complessiva dell’immobile.

Inoltre, la complessità realizzativa di un tetto, dovrebbe essere sufficiente per capire che in caso di ristrutturazione non conviene avventurarsi nel fai da te; la scelta migliore è senza dubbio quella di affidarsi a persone competenti ed esperte.

La prima cosa da fare quando si decide di avviare questo lavoro di ristrutturazione è verificare lo stato di fatto della costruzione esistente e porsi le seguenti domande:

  • È necessario smantellare completamente il vecchio tetto?
  • Al suo interno è presente amianto?
  • Si può procedere mettendo in conto un intervento economico, un semplice rattoppo, o bisogna rifare tutto?
  • Che budget ho a disposizione?
  • Che risultati voglio ottenere (isolamento acustico, termico, eliminazione di eventuali infiltrazioni ecc.)?

Il consiglio principale è quello di non cercare il risparmio a tutti i costi, perché un tetto, se fatto bene, dura praticamente in eterno e garantisce all’abitazione una serie di benefici fondamentali.

Nella fase di demolizione, oltre alla rimozione di tegole (o coppi), eventuali materiali di isolamento (se presenti) e travi, è opportuno prestare particolare attenzione alla presenza di amianto. Purtroppo nelle abitazioni realizzate prima degli anni 70 questo materiale era largamente diffuso nonostante la sua pericolosità; di conseguenza, tanto la rimozione quanto lo smaltimento, devono essere obbligatoriamente portati a termine da imprese specializzate.

Quando si procede fattivamente alla nuova costruzione, invece, bisogna decidere come muoversi in base al denaro che si prevede di investire.
In particolare una ristrutturazione fatta bene non può prescindere dalle seguenti fasi, elencate in ordine di importanza:

  1. Strato impermeabilizzante, per evitare le infiltrazioni d’acqua.
  2. Strato isolante, utile a coibentare il tetto.
  3. Strato ventilato. Si tratta di una sorta di camera d’aria dalle molteplici funzioni, serve infatti a migliorare l’isolamento termico e acustico, ad agevolare lo scioglimento di neve e ghiaccio ed evitare la formazione di umidità.

Sul costo finale incide molto anche la tipologia di materiale scelto. Compatibilmente con le necessità individuate dai progettisti per i livelli di prestazione attesi, infatti, il tetto può essere fatto in legno, rame, acciaio, alluminio, latero-cemento, tegole, coppi o pannelli prefabbricati, già completi e isolanti.

Infine è giusto sottolineare che, anche in presenza di budget ridotti, per chi decide di ristrutturare il tetto nel 2017, sono previste importanti agevolazioni fiscali, denominate Ecobonus (ecco la normativa di riferimento), che permettono di detrarre fino al 65% dell’importo speso.

Proprio per questo motivo eseguire interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico è molto conveniente nel 2017.

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